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martedì 7 giugno 2011

Mi ero ripromessa

di aspettare un po' a comprarlo, o almeno di aspettare l'estate per leggerlo, visto che ne ho iniziati ben due in questo periodo, di libri.
Ma come al solito non ce l'ho fatta.

L'ho comprato, e ora non resisto.

Mi tocca cominciare a leggerlo.

Abbandono Il cimitero di Praga ,  i Racconti di Tabucchi e, con meno dispiacere, la correzione delle provediverificafinali e me ne  vado a letto a leggermelo.
Questo:



E mi sa tanto che mi piacerà.

Buonanotte!

giovedì 21 aprile 2011

E visto che

sto aspettando sveglia che Scrawl ritorni da Firenze con la Tonda&Rossa (sempre più tonda e sempre meno rossa...) mi sono messa un po' a leggere.

Ho finito questo


e devo dire che non m'è piaciuto. Poco intrigante, non mi ha acchiappatoper nulla. L'ho finito solo perchè l'ho comprato e meno male che ho aspettato in edizione economica!

La solita americanata, una lettura da ombrellone.


Ho iniziato questo:



e per ora mi sta piacendo molto.

Mi piace l'epoca (metà degli anni settanta) in cui si svolge la vicenda, mi piacciono i personaggi, mi intriga la vicenda, che è gialla, ma non solo.




Lorenzo, romano, è studente a Medicina e si trova nel pieno di una di quelle crisi di identità ben note agli universitari del post-sessantotto. A un passo dalla laurea, si sente ormai del tutto fuori dal mondo studentesco, che gli brulica intorno svagato e pieno di conformismi inconsapevoli; però sa che la vita professionale adulta che l’aspetta è un appuntamento inevitabile con un sé sconosciuto e inquietante. Ad aggravare malinconie, ansie e straniazione, c’è il momento storico in cui Lorenzo si trova del tutto immerso: la metà degli anni Settanta, quando il movimento studentesco inizia a risentire di sfinimento e delusioni, mentre intorno scoppiano i primi fuochi del terrorismo e continuano nelle piazze le stragi dai mandanti occulti. Tra lezioni, visite in corsia col codazzo di assistenti e allievi, e un dibattito del Collettivo studentesco che sta per occupare la facoltà, Lorenzo con un suo amico fa una scoperta raccapricciante. Il professor Mori, luminare di ematologia, è trovato ucciso in un modo rituale: lui, medico del sangue, morto dissanguato. E non sarà quella l’unica cerimonia nera con simboliche liturgie e vittime altrettanto illustri. La forza delle circostanze coinvolgerà Lorenzo nella sequela di vendette in camice bianco. La sua esistenza, amicizie studi amori, ne sarà sconvolta fino a quando la verità non emergerà dalla sequenza di sangue. È un giallo misterioso e crudele. Ma per tutto il contorno del racconto, il suo sfondo e la sua ambientazione, Viale del Policlinico è il ritratto mobile di una generazione fortunata ma anche travagliata da complessità incipienti. Un sapiente quadro d’ambiente, sui cattedratici di un tempo simile eppure molto diverso, sui fremiti degli studenti di allora, e sulle atmosfere del loro sacro tempio di una volta, la facoltà di Medicina. (da qui)

Difficilmente i libri della Sellerio mi deludono...

mercoledì 2 marzo 2011

Scrawl, la Momma e il Pascoli

L'assiuolo

 

Dov’era la luna? ché il cielo

notava in un’alba di perla,

ed ergersi il mandorlo e il melo

parevano a meglio vederla.

Venivano soffi di lampi

da un nero di nubi laggiù;

veniva una voce dai campi:

chiù...

Le stelle lucevano rare

tra mezzo alla nebbia di latte:

sentivo il cullare del mare,

sentivo un fru fru tra le fratte;

sentivo nel cuore un sussulto,

com’eco d’un grido che fu.

Sonava lontano il singulto:

chiù...

Su tutte le lucide vette

tremava un sospiro di vento:

squassavano le cavallette

finissimi sistri d’argento

(tintinni a invisibili porte

che forse non s’aprono più?...);

e c’era quel pianto di morte...

chiù...





NOVEMBRE

 

Gemmea l'aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l'odorino amaro

senti nel cuore...



Ma secco è il pruno, e le stecchite piante

di nere trame segnano il sereno,

e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

sembra il terreno.



Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cader fragile. E' l'estate

fredda, dei morti.








Il gelsomino notturno 





E s'aprono i fiori notturni, 

nell'ora che penso a' miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari. 

Da un pezzo si tacquero i gridi: 

là sola una casa bisbiglia.

Sotto l'ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala

l'odore di fragole rosse. 

Splende un lume là nella sala.

Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l'aia azzurra 

va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala

l'odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s'è spento . . .

È l'alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l'urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.





Il Pascoli era uno dei miei poeti preferiti.

Myricae era, un tempo, addirittuura uno dei miei libri "da comodino".



E stasera l'ho riletto con piacere.




Chiù...



domenica 13 febbraio 2011

Mi capita

spesso ultimamente, di innamorarmi.



Io sono sempre stata una dall'innamoramento facile...



Passò un periodo in cui non mi riusciva più.



Dopo Camilleri, il vuoto.



(Eh, di cosa credevate che parlassi? )


MA STO PARLANDO DI SCRITTORI, E DI LIBRI, NATURALMENTE!



Quest'estate finalmente mi è risuccesso, e sono stata presa dalla passione per la Vargas, di cui ho letto tutti i libri, poi per la George... poi per Carofiglio.



Ora è toccato a Marco Malvaldi, ed  ai suoi ultraottantenni del BarLume.



Una lettura leggera, riposante e divertente.



Ho già letto due libri, "La briscola in cinque" e "Il re dei giochi" e ora sto affrontando il terzo: "Odore di chiuso" che ha per protagonista nientepopodimenochè Pellegrino Artusi.



"Il re dei giochi" si svolge come sempre a Pineta e ha come protagonisti il "barrista" Massimo e i vecchietti del BarLume che questa volta, lasciate le carte, si riuniscono intorno al biliardo, il re dei giochi, appunto.







Ad un certo punto del racconto si svolge questo dialogo.



Massimo riceve la visita di due
Testimoni di Ge(n)ova (Nonnapapera  dixit).



"Guardò i due, vide i giornalini e sorrise.

- Gli ultimi giorni? E quando sarebbero? - chiese, continuando a sorridere, mentre Tiziana cominciava a guardarlo male.

- Ci siamo adesso, caro mio. I segnali sono inequivocabili.

- E come fa ad esserne sicuro?

- E' tutto scritto nell'Apocalisse di Giovanni. Nella Bibbia. La descrizione è chiara, precisa. Ascolti: il primo segnale...

- No, mi scusi. Mi permetta di essere pignolo. Lei è sicuro che siamo negli ultimi giorni perchè nella Bibbia c'è una descrizione degli ultimi giorni?

- Certo. La Bibbia è la parola di Dio.

- Allora tutto quello che è scritto nella Bibbia è vero?

- Senza dubbio. La parola di Dio è verità.

- Mi permetta, allora. Dunque, quello che mi dite è che siamo negli ultimi giorni, giusto?

- E' così. Guardi, ad esempio...

- Mi faccia finire, per favore. Mi dite che siamo negli ultimi giorni perchè nella Bibbia sono descritti gli ultimi giorni, e tutto quello che è scritto nella Bibbia è vero, giusto?

- Esatto. Se ad esempio...

- Mi presta la Bibbia, per favore? Ecco. Vangelo di Matteo. Capitolo 24, versetto 36. Gesù parla della venuta della fine del mondo.

"Ma quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, nemmeno gli angeli del cielo". Anche il versetto 4, che dice di non credere a chi predice la fine dei  giorni è interessante: "Badate che nessuno vi seduca. Perchè molti verranno nel mio nome". Mi sembra chiaro. Nessuno sa  quando sarà la fine del mondo. E non bisogna credere a chi dice che la fine del mondo è vicina, anche quando si presenta come emissario del Signore.

- Ma...

- Quindi, scusate, ma c'è una contraddizione. Se quello che c'è scritto sulla Bibbia è tutto vero, siete degli impostori. Tiziana smetti di darmi i calcetti nelle caviglie, non vedi che sto parlando con i signori? D'altra parte, se è vero quello che c'è scritto nella Bibbia non è necessariamente vero, siete degli illusi. In entrambe i casi, non vedo perchè uno dovrebbe darvi retta". ("Il re dei giochi" ed. Sellerio  pag. 102-103)



O piglia.



Ora, a me queste persone stanno pure simpatiche e non mi  hanno mai fatto nulla di male, al massimo hanno rotto i coglioni per qualche domenica mattina di fila, fino a che non gli ho educatamente detto che io ero atea, agnostica e quant'altro, e felice e convinta di esserlo (al che i due hanno sceso in tutta fretta le scale di casa mia senza guardarsi indietro, come se avessero appena incontrato Mr. Belzebù in persona...)



Certo però che ora, se ritornassero mi piacerebbe vedere che faccia farebbero se fossi in grado di far loro un  discorsino simile...





venerdì 4 febbraio 2011

"Baratro culturale"

Io sono quella che cerca sempre di capire e di comprendere tutto e tutti. Anche troppo, mi dicono.

Ed è risaputo che io i libri LI AMO.

Per me i libri sono sacri e le librerie sono le mie chiese.

Non danneggerei mai un libro... Se necessario, per le mie note a margine, uso il lapis, leggero leggero e non faccio mai le “orecchie”, neanche al giallo più infimo.

E la lettura deve essere libera.

E i libri devono esserlo.

Mi piace tanto l'idea del BookCrossing... volevo farlo anch'io, però l'idea di privarmi di un libro a cui voglio bene non mi va proprio.



I libri sono miei amici e non li abbandonerei mai.

Sono rimasta sconvolta alla notizia di quel sindaco che voleva (l'ha poi fatto?) eliminare alcuni autori dalle biblioteche del suo paese...

 

Ora.

Passi quell'ochetta dell'Arcuri che, porella, me sta pure simpatica, ma mi pare che con gli ultimi due testimonial si sia raggiunto il fondo:







Mi pare che questo tizio, lo scrittore, che apprendo essere uno di forzitalia ( eh, stavo in pensiero...) sia lo stesso che aveva fatto fare la pubblicità di un suo precedente libro ad una sua sedicente figlia, e già mi era stato sul culo.

A pelle.

Senza conoscerlo.

Capita.

 

Ma al suo  libro, ve lo giuro, una passatina di Fahrenheit 451 gliela darei volentieri!





 



Aggiornamento, in seguito ai commenti.



Sono quella che sono grazie a un contadino che non aveva neanche la 5a elementare, ma che conosceva  Dante a memoria  e, in quei tempi a cui  qualcuno pretenderebbe di farci tornare, leggeva di nascosto il Capitale, Gramsci, i Russi  e il Tallone di Ferro.



Mi sa che se continua così dovremo fare come Guy Montag, il protagonista di "Farenheit 451"...

Cominciamo ad impararci a mente pezzi di libri proibiti, per tramandarli ai nostri figli...

Io sono pronta.

Che dite: cominciamo con Gomorra?



P.S.:Scusate ma oggi vedo tutto un po' nero.