VECCHI POST


Visualizzazione post con etichetta Momme incazzate nere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Momme incazzate nere. Mostra tutti i post

domenica 12 giugno 2011

FATTO!

Alle 11.00 la famiglia M&B un po' alla spicciolata ma al gran completo, già si era recata alle urne.


Quello che potevamo fare l'abbiamo fatto:

- abbiamo adottato qualche indeciso;

- siamo andati presto al seggio per far alzare il numero dei votanti per mezzogiorno;

- Scrawl ha persino accompagnato Nonnapapera a votare (anche se lei non era  certo tra gli indecisi...).






Perchè noi non ci asteniamo.

MAI.

mercoledì 25 maggio 2011

Tutte le volte

giuro che non lo farò più.
Tutte le volte giuro di non ricascarci più.

Tutte le volte mi dico che è stata l'ultima volta...

che esco da scuola

stanca

incazzata

delusa

accaldata

sudata

stomacata

strapazzata

senza voglia di ritornare a casa

a raccattare i cenci delle figlie

per spostarli da una camera all'altra

e a spazzare dal pavimento

gomitoli

di peli di gatto.



e vado a fare una giratina all'OUTLET.

A spender quattrini che farei meglio a risparmiare.

Il problema è che ci ricasco sempre...



..................................

..................................

..................................


 




BELLA PERO' DAI...

VERO?

sabato 7 maggio 2011

E' che dopo

l'ennesima settimana di merda in cui combatti con un brutto mal di stomaco quotidiano che ti viene ogni qualvolta hai una riunione a scuola oppure devi mangiare alla mensa...



 - dopo che torni a casa alle 22.30  e trovi nel lavandino i - piatti - da - lavare - il - pavimento - da - pulire - la - lavastoviglie - da - fare -il - marito - svaccato - sul - divano - e la FigliaPiccola in piena crisidinervi perchè deve studiare solo perchè dopo MESI ( mesi, cazzo...) ti sei concessa una (UNA) serata pizza e chiacchiere con la tua migliore amica...



-dopo che pensi di poterti concedere  un fine settimana in cui credi (o almeno speri) di poterti ricaricare in vista  di un'altra  settimana - di - merda che ti aspetta con le solite riunioni inconcludenti, le visite dal dottore con Nonnapapera, e pure le prove INVALSI...



- dopo che ti  accorgi che la maledetta lavatrice ha deciso di non scaricare più l'acqua proprio quando hai dentro due pezzi di stoffa che hai deciso di tingere di
NERO per allungare una cazzo di coperta troppo corta che hai comprato alla Mostra dell'Artigianato...



 - dopo che ti tocca di levare da dentro la suddetta lavatrice l'acqua nera a forza di cenci e secchi...



  - dopo che come tutti i sabati ti sei alzata alle sette di mattina per raccattare da terra   decine di calzini -spaiati - mutande - sudice - maglie - magliette - e - magliettine che le figlie non si sono degnate di raccogliere durante la settimana.


EBBENE



proprio allora



ti chiedi chi te lo fa fare.



Ti chiedi chi te lo ha fatto fare  cazzo... che la vita è una sola.



E solo quella hai. Cazzo.



E ti chiedi se  è giusto passarla a cercare di sistemare una casa che tanto non sarà mai come tu la vuoi, come tu la volevi, come tu la sognavi...

e ti chiedi dove cazzo hai sbagliato.



E pensi che non ne puoi più.

Che non ne puoi davvero più.



E ti chiedi se non hanno per caso ragione tutte quelle persone che un bel giorno spariscono lasciando la famiglia a cercarle  lanciando messaggi lacrimosi

a



E capisci anche perchè inconsciamente hai sempre fatto il tifo per loro.

mercoledì 20 aprile 2011

sabato 16 aprile 2011

Che dire

che dire ancora?

da


Premier, prof sinistra inculcano valori contro famiglia.

ROMA - Già due mesi fa aveva detto che nella scuola di Stato "ci sono insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori". Oggi il capo del governo ha ribadito il concetto,...e frasi che infiammano la giornata sono quelle che Silvio Berlusconi consegna a un messaggio destinato all'Associazione nazionale delle mamme, che a Padova ha organizzato un incontro. I genitori, fa notare il premier, oggi possono scegliere liberamente "quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia".



Che dire? A dir la verità non ho più voglia di dire nulla. 
Non so più che dire.


Aspetta... Forse una cosa da dire ce l'ho ancora...





VAFFANCULO VAI, VECCHIO CRETINO...

Con che coraggio proprio tu parli dei valori della famiglia...

ma crepa vai che è meglio!

martedì 1 marzo 2011

Oggi mi sono

 alzata alle sei, come sempre. Poi sono andata in bagno,  ho preso il primo caffè della giornata, ho mangiato un tostino e ho fumato la prima delle n sigarette giornaliere mentre leggevo le notizie su internet.



Mi sono lavata, vestita, ho preso il secondo caffè+sigaretta, ho rifatto il letto.

Ho infilato il cappotto, ho preso il valigione, la borsata di quaderni corretti e sono andata a scuola.



In classe ho  corretto i compiti di casa, ho fatto leggere una decina di bambini, ho sgraticchiato le mani dell'ultimo acquisto dai capelli e dai colli dei compagni (una decina di volte almeno in tutta la mattinata) e ho fatto grammatica,   
gli aggettivi qualificativi   per la precisione: un argomento estremamente pericoloso per le pure menti infantili, come tutti sanno.



A ricreazione, come tutte le maestre di sinistra e quindi anche drogate, ho mollato la classe alla custode e sono andata a farmi di  caffè e di tabacco.



Poi, per non smentirmi,  ho letto un capitolo di quello che è considerato il testo base del marxismo:

CIPI' di Mario Lodi.





Poi, lo confesso...



ho fatto....



ebbene sì...



...ho fatto...




GEOGRAFIA!



Oggi ho plagiato i teneri bambinelli con i
percorsi.... Sapete no? Sopra-sotto, davanti-dietro, destra...

HO PRONUNCIATO ANCHE PER UNA TRENTINA DI VOLTE LA PAROLA
"SINISTRA"!



Pensate un po'...a voce alta e proprio davanti ai bambini!



Poi la provvidenziale campanella ha liberato finalmente un paio di dozzine (e più) di fanciulli indifesi ed innocenti dalle grinfie di una  maestra facinorosa, atea e COMUNISTA, la quale ha ripreso la sua lurida borsona, s'è rimessa il suo cappottone e la sciarpona ripetendo  fra sè e sè:



OVVIA... E ANCHE PER OGGI S'E' INCULCATO!



venerdì 11 febbraio 2011

Nella sua

ormai lunga vita scolastica gliene sono capitate di tutte.

Dai professori sadici a quelli completamente partiti di brocca, la lista sarebbe lunga.

E' sempre capitata in classi terribili e la frase "sietelaclassepeggioredellascuola" è quella che, nella sua carriera di alunna ha sentito ripetere più spesso.



Con quel che ne consegue.



Niente gite lunghe (nessuno si prendeva la responsabilità di portarli a giro, ed in questo li capisco), tempo perso a sentire partacce continue, scene isteriche, punizioni collettive, professori prevenuti.

Ora. non voglio dire che FigliaPiccola sia esente da colpe, per carità: io, per deformazione professionale parto sempre con il dar ragione agli insegnanti, ma quando è troppo è troppo.



Quest'anno siamo di maturità, e si sta superando i limiti.



Un po' me l'aspettavo.

Lo so anch'io che nelle prove d'esame, nelle varie INVALSI e anche nei semplici test di verifica siamo noi i primi ad essere sotto esame...



Ma qui, già a quattro mesi dall'esame, siamo all'isterismo di massa.

Invece di rassicurare, di preparare anche psicologicamente i ragazzi non fanno altro che agitarli ancora di più.



E il bello è che non posso neanche andare a dir loro come la penso, prenderebbero immediatamente a noia mia figlia e sarebbe finita.



Ma ne avrei tante da dire, e mi sa  che, almeno qui,  le racconterò tutte.










Uno

E' ormai consuetudine, per la maturità, preparare una tesina da presentare il giorno dell'esame.



Scrawl si era preparata un argomento che le interessava e di cui era entusiasta. 

Era un argomento originale, che prevedeva collegamenti con tutte le materie, addirittura per letteratura (che è il suo punto di forza) avrebbe portato Dostoevskij...

No, gliel'hanno bocciata... unodegliargomentinonènelprogrammadiquestanno...



Scrawl c'è rimasta piuttosto male.



Ma cavolo... queste tesine non dovrebbero dimostrare la maturità dell'alunno? La sua capacità di discutere gli argomenti, di collegarli fra di loro?



E comunque l'argomento non era assolutamente fuori luogo, vista la scuola che Scrawl sta frequentando.



Oppure sei tu esimia profe che, non sapendone un bel nulla dell'argomento in questione, avresti dovuto ristudiartelo?





Non so come, ma la 'eggo buia... come diceva la mi'nonna.

Due

Certo è che la FigliaPiccola stamani è partita che era più di là che di qua.



Oggi c'era la simulazione della seconda prova. Durata quattro ore.

Dopo, in un'ora, quella vecchia cornacchia arrugginita della sua prof di Chi***a ha pensato bene che doveva interrogare ASSOLUTISSIMAMENTE.



Ma cavolo: te ne freghi dei tuoi studenti 365 giorni l'anno, entri in classe tutte le volte con mezz'ora di ritardo, spieghi leggendo il libro, e proprio oggi ti accorgi di dover ASSOLUTISSIMAMENTE interrogare?

Proprio oggi eh?

Domani no eh?




Ma sei proprio stronza!



AGGIORNAMENTO:



La stronza di cui sopra poi non ha interrogato...

Allora sei ancora più stronza!



La fai cascare dall'alto...

" via... avete avuto la terza prova... non interrogherò per questa volta..."

Ma non lo potevi dire ieri, che tanto lo sapevi benissimo che non avresti interrogato?



Ma come è buoooooona leeeeeiiiii!



E pensare che basterebbe un po' di coordinamento, un po' di umanità per far vivere un po' più serenamente la scuola a questi nostri poveri figli...


 

mercoledì 9 febbraio 2011

Ed è arrivato anche

il medico fiscale. Anzi: la medichessa fiscalessa.



Una ragazzina giovane giovane, molto gentile, che ha chiesto permesso quando è entrata ed anche scusa quando se n'è andata. Fresca fresca di laurea, probabilmente.



Ben diversa dall'odioso energumeno che mi venne in casa una decina di anni fa.



Io, per mia fortuna, mia grandissima fortuna (
chiamatelo anche culo se volete), mi sono sempre ammalata poco. O meglio: ho avuto bisogno raramente di mettermi in congedo per malattia.



“Anche se mi sento da cani se  un c'ho febbre e vo a scuola, anche sulle ginocchia ma ci vo... Un sia mai. La  unn'abbia a crollare se un la reggo io...”



Le poche volte che prendevo congedo per malattia non mi mandavano mai neanche la visita fiscale. Alla scuola sapevano che se dicevo di essere ammalata, lo ero per davvero.



Quella volta no.



Quella volta ero rimasta a casa perchè avevo   una sinusite (
ne soffrivo molto, all'epoca) che, oltre a darmi la febbre, mi dava fortissimi mal di testa e dolori al volto, tipo mal di denti.



Ero veramente a terra.



Il tipo si annuncia al citofono, entra, non dice neanche "buongiorno", mi chiede che ho fatto, glielo spiego e lui comincia a premermi i pollici sulle sopracciglia, alla radice del naso e sulle guance.



Ma forte, con cattiveria quasi. Anzi: senza quasi.



Non ci vidi più.

M'incazzai come una biscia, come poche volte in vita mia.

Gli intimai di togliermi le mani di dosso e, con un linguaggio da pesciaiola del Mercato Centrale gli chiesi se per caso sospettasse che stessi facendo le valigie per andare ad una settimana bianca.

(c'era davvero chi lo faceva, all'epoca...)

Al che il tipo riempì velocemente due fogli, prese la su' borsina e se ne andò, senza profferire parola.

 

Eccheccaspita!

 

Fu una bella soddisfazione, anche se, per diverso tempo temetti che mi mandassero davvero ad un controllo medico... stavolta magari psichiatrico, ma non successe nulla.

Non sanno l'occasione che si sono persi...

venerdì 4 febbraio 2011

Un post

dell'amica Gabibba mi ha fatto venir voglia di approfondire, e allora sono andata a cercarmelo, l'articolo di Concita De Gregorio, pubblicato sull'Unità. Condivido non in pieno, ma di più.



Le altre donne

di Concita De Gregorio | tutti gli articoli dell'autore
 
"Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».



Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.

Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.



Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.



La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.



Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.



Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari». Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo".


18 gennaio 2011

 








E ALLORA TORNIAMO IN PIAZZA!