VECCHI POST


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domenica 19 giugno 2011

Ho voglia

di scrivere qualcosa, di dire cosa ne penso.

Ma in questi giorni ho una strana repulsione verso il computer... forse perché tutte le volte che lo accendo mi vengono i sensi di colpa per tutto quello che ancora dovrei fare e che non ho la minima voglia di fare. E dire che le scadenze si avvicinano... verifiche, verbali, programmazioni, tabelle... (sono rimasta a DICEMBRE!).


Comunque sul
blog di Andrea Scanzi sul sito de     ha scritto proprio quello che avrei voluto essere capace di scrivere io.

E allora come sempre lo ritaglio e lo incollo qui.




Tutti in piedi
(l’Italia peggiore)

Forse era stata meglio Raiperunanotte. Non c’era il grande Daniele Luttazzi (sì, grande: nonostante l’harakiri del plagio/non plagio. Grande). Non c’era (più) l’immenso Mario Monicelli.

Serena Dandini non c’entrava nulla, il suo universo televisivo è incompatibile con quello santoriano (ne ha fatto le spese  il pur bravo Max Pajella); il feeling con Vauro era del tutto assente; e il silenzio della Sora Danda sulla vignetta contro Bersani ha ricordato in coraggio la Bianchetti con Silvan.

Musicalmente, in entrambi i casi si poteva trovare molto di meglio. Un anno fa Morgan e Venditti, che generarono disastri. Ieri i Subsonica (ahhhhhhhhhhhhhh), Teresa De Sio e Silvestri, a cui qualcuno deve dire che Io non mi sento italiano proprio non la sa fare: basta con questo accanimento terapeutico, Daniele. Sei bravo, canta i tuoi pezzi.

Dettagli.



Tutti in piedi! è stato un altro prezioso momento televisivo clandestino. L’intervento di Landini. Il discorso di Ingroia. La ferocia gentile di Travaglio. L’indignazione di chi ha parlato, operai e ricercatori, studenti e gente comune, con una grinta e una lucidità che all’opposizione ufficiale (e presunta) ne sarebbe bastata un centesimo per aver già spedito Berlusconi in una Sant’Elena qualsiasi.



Il vento è cambiato. Amministrative, referendum. E’ cambiato. Ma non è cambiato grazie alla politica propriamente detta – pur contando qualche lodevole eccezione. E’ cambiata nonostante la politica propriamente detta.

La tv e gran parte degli organi di informazione, adesso, scrivono che la Rete influisce sul voto. Toh, che intuizione. E che velocità. Lo scrive perfino La Nazione. Lo scrive perfino il baronato sinistrorso, lo stesso che quattro anni fa - dopo il primo V-Day – ammoniva sul “pericolo del web” e adesso cavalca l’onda del cambiamento straparlando di democrazia dal basso: siete arrivati tardi, padri nobili delle frasi fatte. Tornate, da bravi, nelle vostre catacombe o nei vostri attici d’essai. Per quanto vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti (cit).



Il vento è cambiato e Tutti in piedi!, come Raiperunanotte, ne è prova e al tempo stesso volano. La società civile ha imparato a organizzarsi. Non ne può più di un centrosinistra che fa opposizione come Brunetta a muro a pallavolo. Non ne può più dei teatrini bipartisan. Non ne può più dei D’Alema e dei Casini chiamati in tv a commentare – in qualità di vincitori – gli esiti di referendum che fino al mese precedente erano i primi a non volere.

Tutti in piedi! ha dimostrato una volta di più lo scollamento più totale e brutale tra società civile, cioè mondo reale, e Truman Show. Gli Stracquadanio e i Fitto, i Napoli e le Ravetto non rappresentano più niente. Sono droni difettosi, droidi raffazzonati, repubblichini dentro le scene finali del film finale di un intellettuale libero che stava per scrivere il suo ultimo – e più devastante – Scritto Corsaro.



Il vento è cambiato e faranno di tutto per non ascoltarlo. Per fermarlo, disinnescarlo, zittirlo. Come hanno sempre fatto. Tra un Modello Macerata e un Follini D’Annata. Non si sa se più incompetenti o correi. Esiste un universo fatto di residuati, colpevoli detentrici del potere. C’è poi un altro universo, che i politologi chiamano sprezzantemente “antipolitica”. Si organizza da solo, si informa da solo, si arrabbia da solo. Si commuove se sente parlare di Falcone, non guarda il Tg1, non guarda il Tg5. Ride con Guzzanti (Corrado defeats Benigni 6-2 6-1 6-0) e Maurizio Crozza. Sta su Internet per smanettare (perché uno, nella vita, deve anche divertirsi) e al tempo stesso per incidere sul suo presente.



Non si fa più bastare il pur encomiabile anelito all’indignazione: desidera modificare concretamente il presente. E deve fare quasi tutto da solo, “vantando” i peggiori centrodestra e centrosinistra d’Europa. Non gliene frega niente se un Brontolo caricaturale non accetta di essere uscito dal Giudice di De André e per mettersi le mani in tasca è costretto a sedersi. Non gliene frega niente dei pianti della D’Urso, degli attentati immaginari ai Trombettieri del Sultano, della real politik più compromissoria. E’ oltre.



Ogni volta che è sceso in piazza, ora girotondino e ora vaffanchista, ora viola e ora agendarossato, quell’universo variegato e contraddittorio non ha mai avuto accanto i collezionisti di figurine Panini e i politici con un solo globulo rosso, tristi come un piano sequenza di Kiarostami e grigi come sempre grigi son stati i compagni del Pci.

E’ un popolo che prova ancora ad appartenere. Anche solo a se stesso. Che è poi l’azzardo più estremo.



Esiste una tivù diversa, che non ha bisogno di canoni e rifugge le lottizzazioni. Esiste una politica che non contempla per forza di cose l’inciucio. Esiste il diritto all’incoscienza utopica.

L’Italia è uno strano paese. Ha impiegato 17 anni per smaltire un vaccino. Ora che è uscita dall’anestesia, si è scoperta di nuovo orfana. Tocca camminare da soli: tutti in piedi, dunque: è l’Italia peggiore. Così peggiore, e precaria, da lottare per un futuro che non somigli per forza al profilo carnivoro della Santanché.

                     

venerdì 10 giugno 2011

Ce l'abbiamo fattaaaaaa!

E vi giuro che, una volta passata la porta di casa, ho mollato la sporta della spesa, il borsone con il registro e  le schede ancora da compilare, gli ultimi quaderni da correggere ed ho fatto questo:





Perchè sono sopravvissuta.

Perchè ne sono uscita senza prendere nessuno per il collo e lanciarlo dalla finestra.

Anche se è stata dura.

Cavolo se è stata dura!

giovedì 9 giugno 2011

MENO


...ancora un passo...

mercoledì 8 giugno 2011

MENO


Dai che ci siamo...

martedì 7 giugno 2011

MENO


ALL'ALBA!
















Il conto alla rovescia è cominciato

MENO



e questa volta mi sa che non troverete le  letterine di saluto più o meno strappalacrime di fine anno.

Quest'anno mi sono veramente rotta i coglioni, non vedo l'ora di non vederli più e di starmene a casina mia a tentare di riprendermi da un anno scolastico veramente disastroso.

Per la salute dei miei nervi e per la mia sanità mentale che quest'anno ha rischiato veramente grosso.

mercoledì 25 maggio 2011

Quando con 34

gradi di temperatura, con la classe all'ultimo piano e con una parete tutta a vetri , ti trovi anche ad esser costretta a  scrivere una mail in cui
CHIEDI RISPETTOSAMENTE IL PERMESSO
di far levare ai tuoi alunni il grembiulino...

Ti gira un po' il cazzo.

E' che quando ce vo' ce vo'.

Peggio per lei.

In fondo è solo una povera donna che vive per quel poco potere che la sua  misera  posizione  le  dà.

E allora via...


Una leccata e via.

Con certa gente mi riesce da dio.

Permesso accordato.

E buonasera  e buon lavoro a lei.


Forse lei stanotte dormirà il sonno dei giusti


Dal canto mio domani non vedrò bambini paonazzi, sudaticci e stravolti, che si lamentano dal caldo


ed eviterò partacce assurde di fronte ai suddetti bambini casomai la DireStronza capitasse per caso in visita pastorale in classe mia



 

Tutte le volte

giuro che non lo farò più.
Tutte le volte giuro di non ricascarci più.

Tutte le volte mi dico che è stata l'ultima volta...

che esco da scuola

stanca

incazzata

delusa

accaldata

sudata

stomacata

strapazzata

senza voglia di ritornare a casa

a raccattare i cenci delle figlie

per spostarli da una camera all'altra

e a spazzare dal pavimento

gomitoli

di peli di gatto.



e vado a fare una giratina all'OUTLET.

A spender quattrini che farei meglio a risparmiare.

Il problema è che ci ricasco sempre...



..................................

..................................

..................................


 




BELLA PERO' DAI...

VERO?

martedì 8 marzo 2011

Sono di nuovo a casa

Questa volta con un raffreddore tremendo che domenica e lunedì è stato accompagnato anche da febbre, mal di testa e dai soliti doloretti dappertutto.

Per cui ho preso tre giorni di malattia.

E il bello è che, nonostante che il raffreddore non accenni a diminuire, che il mio naso sia diventato rosso e spellato come un pomodoro pelato e che la lavatrice sia già piena di fazzoletti, ho pure i sensi di colpa per non essere a scuola, visto che non ho più la febbre.








Comunque non vi preoccupate che mi sono già mandata a fanculo da sola.

venerdì 4 marzo 2011

Logorrea

Quello nòvo chiacchiera.

Chiacchiera

DI    CONTINUO.

CON ME.

Tutti i giorni torno da scuola briàca.


Briaca di chiacchiere continue.



Silenzio.

Ho bisogno di
silenzio.

Voglio due giorni di silenzio.


VOGLIO.


DUE.


GiIORNI.


DI.


SILENZIO.



SSSSSSSSSSttttttttt..........





P.s.: si possono mandare a fanculo i bambini?

martedì 1 marzo 2011

Oggi mi sono

 alzata alle sei, come sempre. Poi sono andata in bagno,  ho preso il primo caffè della giornata, ho mangiato un tostino e ho fumato la prima delle n sigarette giornaliere mentre leggevo le notizie su internet.



Mi sono lavata, vestita, ho preso il secondo caffè+sigaretta, ho rifatto il letto.

Ho infilato il cappotto, ho preso il valigione, la borsata di quaderni corretti e sono andata a scuola.



In classe ho  corretto i compiti di casa, ho fatto leggere una decina di bambini, ho sgraticchiato le mani dell'ultimo acquisto dai capelli e dai colli dei compagni (una decina di volte almeno in tutta la mattinata) e ho fatto grammatica,   
gli aggettivi qualificativi   per la precisione: un argomento estremamente pericoloso per le pure menti infantili, come tutti sanno.



A ricreazione, come tutte le maestre di sinistra e quindi anche drogate, ho mollato la classe alla custode e sono andata a farmi di  caffè e di tabacco.



Poi, per non smentirmi,  ho letto un capitolo di quello che è considerato il testo base del marxismo:

CIPI' di Mario Lodi.





Poi, lo confesso...



ho fatto....



ebbene sì...



...ho fatto...




GEOGRAFIA!



Oggi ho plagiato i teneri bambinelli con i
percorsi.... Sapete no? Sopra-sotto, davanti-dietro, destra...

HO PRONUNCIATO ANCHE PER UNA TRENTINA DI VOLTE LA PAROLA
"SINISTRA"!



Pensate un po'...a voce alta e proprio davanti ai bambini!



Poi la provvidenziale campanella ha liberato finalmente un paio di dozzine (e più) di fanciulli indifesi ed innocenti dalle grinfie di una  maestra facinorosa, atea e COMUNISTA, la quale ha ripreso la sua lurida borsona, s'è rimessa il suo cappottone e la sciarpona ripetendo  fra sè e sè:



OVVIA... E ANCHE PER OGGI S'E' INCULCATO!



mercoledì 23 febbraio 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

Ed è arrivato anche

il medico fiscale. Anzi: la medichessa fiscalessa.



Una ragazzina giovane giovane, molto gentile, che ha chiesto permesso quando è entrata ed anche scusa quando se n'è andata. Fresca fresca di laurea, probabilmente.



Ben diversa dall'odioso energumeno che mi venne in casa una decina di anni fa.



Io, per mia fortuna, mia grandissima fortuna (
chiamatelo anche culo se volete), mi sono sempre ammalata poco. O meglio: ho avuto bisogno raramente di mettermi in congedo per malattia.



“Anche se mi sento da cani se  un c'ho febbre e vo a scuola, anche sulle ginocchia ma ci vo... Un sia mai. La  unn'abbia a crollare se un la reggo io...”



Le poche volte che prendevo congedo per malattia non mi mandavano mai neanche la visita fiscale. Alla scuola sapevano che se dicevo di essere ammalata, lo ero per davvero.



Quella volta no.



Quella volta ero rimasta a casa perchè avevo   una sinusite (
ne soffrivo molto, all'epoca) che, oltre a darmi la febbre, mi dava fortissimi mal di testa e dolori al volto, tipo mal di denti.



Ero veramente a terra.



Il tipo si annuncia al citofono, entra, non dice neanche "buongiorno", mi chiede che ho fatto, glielo spiego e lui comincia a premermi i pollici sulle sopracciglia, alla radice del naso e sulle guance.



Ma forte, con cattiveria quasi. Anzi: senza quasi.



Non ci vidi più.

M'incazzai come una biscia, come poche volte in vita mia.

Gli intimai di togliermi le mani di dosso e, con un linguaggio da pesciaiola del Mercato Centrale gli chiesi se per caso sospettasse che stessi facendo le valigie per andare ad una settimana bianca.

(c'era davvero chi lo faceva, all'epoca...)

Al che il tipo riempì velocemente due fogli, prese la su' borsina e se ne andò, senza profferire parola.

 

Eccheccaspita!

 

Fu una bella soddisfazione, anche se, per diverso tempo temetti che mi mandassero davvero ad un controllo medico... stavolta magari psichiatrico, ma non successe nulla.

Non sanno l'occasione che si sono persi...

giovedì 3 febbraio 2011

La scuola che vorrei

... è quella in cui riesci a correggere tutti i quaderni, senza doverteli portare a casa con il trolley.

... è quella in cui hai  il tempo di seguire tutti i bambini, anche quelli "in difficoltà", senza lasciarne indietro nessuno.

... è quella in cui  riesci a farli leggere tutti, tutte le mattine.

... è quella che ti dà il tempo e il modo di far parlare e di ascoltare tutti.

... è quando si può  stare tutti  intorno ad un   computer per guardare ed aggiornare il blog di classe insieme.

... è quando torni a casa senza avere sputato i polmoni sulla cattedra.

... è quando in classe hai il posto per leggere, per giocare, per lavorare, per disegnare, per muoversi senza pestarsi i piedi.

... è quella fatta solo di diciotto bambini.

... è quella che ho io da quando in classe  è  arrivata l'influenza.