VECCHI POST


sabato 5 marzo 2011

Ecco.

Lo dicevo che l'avrei fatto, e l'ho fatto.



In un weekend di sole che dava l'illusione della primavera mi sono messa al lavoro ed eccolo qui:









IL   MIO   ORTO   SUL   BALCONE!



Insieme alle piante recuperate dallo scorso anno (menta, erba cipollina, rosmarino, origano, salvia) ho seminato il  prezzemolo e ho piantato quattro agli.



Poi ho messo una rosa Pascali bianca (le mie preferite) e una piantina di campanula.



Mancano tante cose ancora, e tutte le piantine stanno sfidando un po' di tutto: la neve, il burian, le fredde notti invernali.

Tutte le sere le copro amorosamente con un telo di plastica che levo la mattina, e per ora sono sempre tutte vive.



Anzi, mi è nato un aglio!


 

Photobucket

Piccole soddisfazioni, lo so, ma per ora è bene vivere di quelle.

venerdì 4 marzo 2011

Logorrea

Quello nòvo chiacchiera.

Chiacchiera

DI    CONTINUO.

CON ME.

Tutti i giorni torno da scuola briàca.


Briaca di chiacchiere continue.



Silenzio.

Ho bisogno di
silenzio.

Voglio due giorni di silenzio.


VOGLIO.


DUE.


GiIORNI.


DI.


SILENZIO.



SSSSSSSSSSttttttttt..........





P.s.: si possono mandare a fanculo i bambini?

mercoledì 2 marzo 2011

02\03\2010 - 02\03\2011

Un anno di Maya






Auguri piccola!



(ma quanto è bellina la mia bimbina pelosa?)

Scrawl, la Momma e il Pascoli

L'assiuolo

 

Dov’era la luna? ché il cielo

notava in un’alba di perla,

ed ergersi il mandorlo e il melo

parevano a meglio vederla.

Venivano soffi di lampi

da un nero di nubi laggiù;

veniva una voce dai campi:

chiù...

Le stelle lucevano rare

tra mezzo alla nebbia di latte:

sentivo il cullare del mare,

sentivo un fru fru tra le fratte;

sentivo nel cuore un sussulto,

com’eco d’un grido che fu.

Sonava lontano il singulto:

chiù...

Su tutte le lucide vette

tremava un sospiro di vento:

squassavano le cavallette

finissimi sistri d’argento

(tintinni a invisibili porte

che forse non s’aprono più?...);

e c’era quel pianto di morte...

chiù...





NOVEMBRE

 

Gemmea l'aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l'odorino amaro

senti nel cuore...



Ma secco è il pruno, e le stecchite piante

di nere trame segnano il sereno,

e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

sembra il terreno.



Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cader fragile. E' l'estate

fredda, dei morti.








Il gelsomino notturno 





E s'aprono i fiori notturni, 

nell'ora che penso a' miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari. 

Da un pezzo si tacquero i gridi: 

là sola una casa bisbiglia.

Sotto l'ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala

l'odore di fragole rosse. 

Splende un lume là nella sala.

Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l'aia azzurra 

va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala

l'odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s'è spento . . .

È l'alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l'urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.





Il Pascoli era uno dei miei poeti preferiti.

Myricae era, un tempo, addirittuura uno dei miei libri "da comodino".



E stasera l'ho riletto con piacere.




Chiù...



martedì 1 marzo 2011

Oggi mi sono

 alzata alle sei, come sempre. Poi sono andata in bagno,  ho preso il primo caffè della giornata, ho mangiato un tostino e ho fumato la prima delle n sigarette giornaliere mentre leggevo le notizie su internet.



Mi sono lavata, vestita, ho preso il secondo caffè+sigaretta, ho rifatto il letto.

Ho infilato il cappotto, ho preso il valigione, la borsata di quaderni corretti e sono andata a scuola.



In classe ho  corretto i compiti di casa, ho fatto leggere una decina di bambini, ho sgraticchiato le mani dell'ultimo acquisto dai capelli e dai colli dei compagni (una decina di volte almeno in tutta la mattinata) e ho fatto grammatica,   
gli aggettivi qualificativi   per la precisione: un argomento estremamente pericoloso per le pure menti infantili, come tutti sanno.



A ricreazione, come tutte le maestre di sinistra e quindi anche drogate, ho mollato la classe alla custode e sono andata a farmi di  caffè e di tabacco.



Poi, per non smentirmi,  ho letto un capitolo di quello che è considerato il testo base del marxismo:

CIPI' di Mario Lodi.





Poi, lo confesso...



ho fatto....



ebbene sì...



...ho fatto...




GEOGRAFIA!



Oggi ho plagiato i teneri bambinelli con i
percorsi.... Sapete no? Sopra-sotto, davanti-dietro, destra...

HO PRONUNCIATO ANCHE PER UNA TRENTINA DI VOLTE LA PAROLA
"SINISTRA"!



Pensate un po'...a voce alta e proprio davanti ai bambini!



Poi la provvidenziale campanella ha liberato finalmente un paio di dozzine (e più) di fanciulli indifesi ed innocenti dalle grinfie di una  maestra facinorosa, atea e COMUNISTA, la quale ha ripreso la sua lurida borsona, s'è rimessa il suo cappottone e la sciarpona ripetendo  fra sè e sè:



OVVIA... E ANCHE PER OGGI S'E' INCULCATO!



Post serio

Poi però sono tornata a casa e ho fatto la prima buona azione della giornata:



Ho firmato l'appello che ho trovato qui:




Fatelo anche voi se credete in una scuola pubblica libera,  "di tutti e per tutti".



E leggete l'editoriale:








L'editoriale di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti



Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.



Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.



Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.



Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli?  Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.



La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...



La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.



E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.



In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.



Niente da aggiungere, solo che condivido in pieno.



E se vi va, se ci credete anche voi, diffondete l'appello sui vostri blog e su facebook!